Antichi: "Centrodestra diviso in tribù e il Pd grossetano conta zero in Regione"

Alessandro Antichi

Grosseto

Antichi: "Centrodestra diviso in tribù e il Pd grossetano conta zero in Regione"

15.04.2015 - 17:19

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Alessandro Antichi nel 2005, Monica Faenzi nel 2010, Giovanni Lamioni quest’anno e, a veder bene, anche Altero Matteoli (poi sindaco di Orbetello) nell’ormai lontano 2000. Con l’ufficializzazione ormai imminente della candidatura di Lamioni a governatore, la Maremma si troverà ancora una volta protagonista alle elezioni regionali in programma a fine maggio, anche se il quadro è enormemente cambiato rispetto alle volte precedenti dato che il centrodestra - che si era compattato per gli altri candidati maremmani - è in frammenti. A sostenere il presidente di Unioncamere Grosseto sono al momento Udc e Ncd ed è probabile la costituzione di più liste civiche, col nodo Forza Italia da sciogliere (che faranno i berlusconiani?). Una panoramica che Antichi, ex sindaco di Grosseto e consigliere regionale uscente, analizza come al solito senza peli sulla lingua.


Antichi, ancora una volta un candidato maremmano: ora tocca a Lamioni.
“Ma è tutto diverso, un conto è essere candidati del centrodestra e un altro essere riferimento solo di alcune liste”.
D’accordo, ma è sempre un segnale che il territorio manda, non trova?
“E’ vero che dal punto di vista della qualità del ceto politico e della capacità di governo, la costa sud della Toscana è capace di esprimere risorse molto apprezzate nel resto della regione. Evidentemente esiste un contesto politico-istituzionale dal quale emergono risorse utilizzabili e apprezzate in tutta la Toscana, come dimostra l’esperienza di governo messa in piedi tra Grosseto, Castiglione della Pescaia, Orbetello e Monte Argentario. Figure che compensano la mancanza di peso specifico che deriva dal numero di elettori, pochi in proporzione al bacino regionale che è di oltre tre milioni. Devo dire che di converso il peso specifico del Pd grossetano è molto vicino allo zero rispetto al resto della Toscana, è stato così per tanto tempo e spero per la Maremma che ci sia un’inversione di tendenza, perché finora il Pd grossetano ha contato davvero poco rispetto agli scenari regionali”.


Ma questo centrodestra frammentato dove va?
“L’assoluta verità, a mio avviso, è che lo spazio politico del centrodestra è stato occupato da Renzi. Quel programma politico di rinnovamento condotto per vent’anni da Berlusconi, Renzi l’ha fatto suo e lo sta portando avanti. Anche gli elettori che non masticano la politica, che non si perdono in questioni partitiche o istituzionali, comprendono benissimo che quello che poteva fare Berlusconi, oggi lo sta facendo Renzi. Che ha tolto di mezzo i vecchi comunisti, messo all’angolo i sindacati, fatto arrabbiare i magistrati con la questione della responsabilità civile ed eliminato l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. E in questi giorni è intervenuto pesantemente su un tema carissimo al centrodestra che noi non siamo stati capaci di realizzare, ma che lui farà: togliere la sanità dalle mani delle Regioni, riformando così il settore e levando ai vecchi ceti dominanti della sinistra parassitaria l’humus di cui si alimentano, ovvero il clientelismo. E vuole che l’elettore medio del centrodestra che si barcamena da mattina a sera per pagare i dipendenti, i fornitori e le tasse che gli tolgono il 70% di quel che guadagna, non si rivolga a Renzi con speranza e fiducia?”.


E dunque il centrodestra?
“Il centrodestra si è visto togliere la bandiera delle riforme da uno che viene formalmente dal Pd, ma che col Pd non ha nulla a che vedere. La frammentarietà è una conseguenza ovvia per contenitori ormai vuoti che sono vuoti a rendere, anzi a perdere. Il nostro spazio politico è stato occupato e noi non abbiamo la forza, il coraggio e la capacità di riproporre con forza il nostro modo di vedere, che Renzi ha scimmiottato. Siamo costretti alla diaspora”.
Dunque è un problema senza soluzioni a breve termine...
“Esatto. E’ in atto la scomposizione totale, ma attenzione: i riflettori oggi puntati sul centrodestra presto illumineranno l’altra parte perché questa rivoluzione distrugge anche la sinistra così come è stata pensata finora. Di certo le Regionali certificheranno la scomparsa del centrodestra e il rafforzamento del Pd, questo forse rallenterà il processo di scomposizione del Partito Democratico dove riescono a capire che se le elezioni si vincono poi non si può andare contro Renzi. Il che spiega le conversioni dell’ultimo minuto, come alle Europee. Prima tutti antirenziani, poi Renzi ha stravinto e tutti a cambiare casacca, a cominciare da Rossi”.
Lei prima parlava delle esperienze di governo in Maremma. Avete guidato comuni importanti tra cui il capoluogo, ma non avete sfondato nel nord della provincia.
“Ma ci siamo andati molto vicino con Turini a Follonica. La zona sud è molto diversa culturalmente ed economicamente, più ricca di imprenditori. Guardando la distribuzione del Pil toscano si evince che in Maremma la concentrazione è su Orbetello, Argentario e Giglio: significa che ci sono molti più imprenditori e lavoratori autonomi e quindi meno dipendenza dal carrozzone pubblico gestito dalla sinistra. Con un’economia più libera, anche la politica è più libera e chi non è inserito nel circuito politico-burocratico è più libero di decidere. A Grosseto quando si sono stufati di Valentini hanno scelto me”.
Ma questo centrodestra come può affrontare tra un anno la sfida delle Comunali a Grosseto?
“Guardi, la mia speranza è che le divisioni temporanee per le Regionali non lascino il segno. Finita questa partita assurda dobbiamo tornare tutti insieme, con un progetto comune di governo e non di opposizione, archiviando le Regionali come la pagina più nera e stupida del centrodestra in Italia, ma anche in Maremma. Personalmente, appena ho visto che si prospettava una divisione tra le anime storiche del centrodestra grossetano, ho detto chiaro e tondo che non sarei stato a questo gioco, rifiutando una nuova candidatura al consiglio regionale. Dopo due mandati esco di scena e non voglio tornarci anche se mi è stato chiesto da più parti, perché significherebbe litigare con tutti e io invece non voglio litigare con nessuno. Mi piacerebbe che per le Comunali 2016 il centrodestra fosse di nuovo unito e non diviso in piccole tribù”.

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