Ritorno alla Grecia

Ritorno alla Grecia

01.07.2015 - 13:08

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Molto rumore per nulla? Può essere. Non sappiamo quando leggerete cosa sarà successo nella notte e se sarà o meno Grexit. Se il dramma psico-politico-finanziario della Grecia avrà avuto una svolta con un accordo in extremis o se invece si andrà dritti verso il referendum di domenica. La travagliata storia di questa Europa ci ha insegnato che nulla è definitivo e che il tavolo delle trattative non si chiude mai. Certo, l’impressione era che questa volta si fosse arrivati all’ultimo atto di una rappresentazione dall’esito annunciato fin da quando Tsipras aveva preso in mano le redini del governo greco. Abbiamo assistito a un gioco di ruolo in cui gli uni e gli altri recitavano una parte sapendo che nessuno avrebbe fatto realmente un passo indietro. Né l’Europa Merkel-centrica e alla fine inflessibile, né Tsipras con il suo ministro Varoufakis, forte di un consenso popolare e degli slogan antieuropei. Semmai, ha colpito la lunghezza del contenzioso, ogni volta spinto su un limite che sembrava decisivo e superato il quale non ci sarebbe più stato spazio per ricomposizioni. Si è continuato così, avanti e indietro, con avvertimenti, piedi puntati, una guerra di posizioni estenuante in cui non si capiva mai fino a che punto fossimo in una scena reale o in una messa in scena.
A Tsipras va riconosciuto in ogni caso un merito. Il referendum indetto in fretta e furia ha sparigliato le carte del gioco, come accade quando la politica decide di uscire dal seminato per vedere l'effetto che fa. Può essere stata una decisione pilatesca, un lavarsi le mani per passare la palla alla volontà popolare, che decidano i Greci, il governo necessariamente seguirà. Ma può essere anche stata la lucida strategia di chi vuole forzare il banco con una sentenza che a quel punto diventerebbe un incontestabile punto di non ritorno. Tsipras si gioca tutto in una mano e il rischio forse deve essere sembrato anche a lui pericoloso e imprevedibile, perché nessuno può veramente dire cosa accadrà della Grecia e dei Greci nel momento in cui affondassero le proposte della Commissione Europa. Le corse ai bancomat sono lì a testimoniarlo.
Viene da pensare che, come un consumato giocatore, il premier greco abbia tirato la corda, avendo di fronte due opzioni possibili: o spezzarla veramente, avendo però la copertura del referendum, o aspettare che la minaccia facesse il suo corso e spingesse la Commissione a una nuova proposta che consentisse di salvare la capra dell’Unione Europea e dell’euro e i cavoli ellenici. Come che sia e quale sarà il risultato, questa storia ricorda quella dei prigionieri che gli etruschi legavano ad un morto. L'Europa è un destino, per un verso, per l’altro, una soffocante e burocratica minaccia. Una catena che lega almeno tanto quanto vorremmo liberarcene. Dunque, siamo di fronte a un paradosso che dovrà essere sciolto, a meno di non voler andare con questa navigazione senza vento in poppa, una bonaccia dunque in cui che ha forza può battere i pugni, ma al tempo steso non può permettersi di rovesciare il tavolo, e chi è debole può minacciare e straparlare ma a un certo punto si deve fermare.
Viene da chiedersi dove ci siamo ficcati. Come abbiamo fatto a infilarci non tanto in un vicolo cieco quanto in un circolo vizioso di cui non riusciamo a intravedere un'uscita quale che sia. Se mai fosse stata necessaria un'altra conferma, l’Europa finanziaria e della moneta unica non va da nessuna parte senza la solidità di un governo e il superamento dell'Europa degli stati nazionali, che stanno ancora e sempre lì e che al minimo stormir di fronde si ritirano come la lumaca nel guscio, tirano su barriere, voltano la testa dall'altra parte, come nel caso dei migranti, e si illudono di perpetuare una sovranità che nel tempo della globalità e delle superpotenze non porterebbe altro che ad assecondare il declino e la marginalità. Trovo significativo che la Grecia che ci ha consegnato l'idea e l'esempio della democrazia sia diventata il banco di prova. E’ un destino che ritorna e che sarebbe un danno per tutti risolvere in extremis con un accomodamento che salvi la faccia e lascia ancora una volta fuori dalla porta il problema della sostanza.
guidobarlozzetti@tin.it

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