Una storia di umiltà

Una storia di umiltà

05.10.2015 - 11:59

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Alessio ha otto anni quando lascia, insieme alla mamma e alla sorella, la Basilicata per raggiungere il padre che ha trovato lavoro in provincia di Siena come muratore. "Mi sono adattato, anche se era tutto nuovo. Fin da subito mi sono sentito montalcinese. Amo Montalcino e Siena, dove è nato anche mio fratello". Questo spirito di adattamento, la capacità di accogliere ogni novità con un sorriso e una battuta è ciò che contraddistingue anche ora questo giovane ragazzo, oggi ventiquattrenne. Un sorriso e una battuta dietro cui nasconde, però, una storia che è fatta di sacrifici e soprattutto di tanta forza di volontà. "Di sicuro però ho capito già alle scuole superiori di non avere passione per lo studio" Inoltre la crisi nell'edilizia sopraggiunge insieme ai problemi di salute del padre "Dovevo darmi da fare per aiutare in casa. Non potevo più gravare sulla mia famiglia. Ho cercato immediatamente lavoro. Qualsiasi lavoro. Ho fatto il cameriere, il lavapiatti, la vendemmia. Ho fatto di tutto, non ho mai rifiutato anche i lavori più umili." Il sapersi adeguare lo aiuta in questa situazione difficile, così come il riuscire a fare sempre amicizia con tutti. Ottiene uno stage in un negozio di abbigliamento e nel 2010 un primo lavoro con qualche garanzia in più in un'attività che fornisce assistenza tecnica nel campo della telefonia. Dal Novembre di quell'anno , Alessio trova casa a Siena "con uno stipendio sicuramente non alto, ho imparato a gestire i soldi per pagare l'affitto, le spese di casa e per riuscire anche a garantirmi un po' di svago con gli amici. Però c'è stato un momento in cui mi hanno detto che forse non avrebbero potuto rinnovarmi il contratto". Alessio non cade preda della paura che eppure c'è, affronta anche quel momento a testa alta, continua ad andare a lavoro, senza alcuna certezza. "Poi la sorte ha voluto non solo che me lo rinnovassero, ma che addirittura me ne facessero uno a tempo indeterminato" Oltre a una buona dose di fortuna, ci sono soprattutto l'abilità di Alessio, la sua caparbietà e la sua voglia di lavorare, che non passano inosservate specie agli occhi dei proprietari del negozio, che decidono di lasciarne la gestione proprio a lui. "Quando me l'hanno proposto non sapevo cosa dire, ho solo 24 anni. Poi ho deciso di assumermi il rischio. Mi sono fatto coraggio e sono partito con questo progetto". Oggi Alessio è felice e molto fiero di se stesso "La sera esco da lavoro con un sorriso diverso, anche se stanchissimo, so di aver fatto qualcosa che mi garantisce non solo una crescita professionale, ma anche umana. Stare al pubblico ti insegna a stare con le persone, a rapportarti con gli altri nel migliore dei modi". Certo c'è anche l'altra faccia della medaglia. Non ha il tempo libero che hanno i suoi coetanei e soprattutto non ha cose che per molti sono arrivate con tanta facilità. Ma lui ha imparato che nulla è scontato e soprattutto "quando riuscirò ad ottenere io determinate certezze sarà perché me le sarò conquistate e sudate e allora potrò godermele persino più di loro". Alessio ha imparato presto, grazie anche all'educazione dei genitori, il valore delle cose e del sapersele conquistare. Ha capito fin da ragazzino cosa significa dover fare i conti a fine mese, rimboccarsi le maniche e dire "ce la posso fare". Ecco perché ci sono molti giovani che in questo momento dovrebbero imparare molto dalla sua vita "è vero che il lavoro non c'è, però vedo anche tanti che non lo cercano. Fermi sul divano di casa è difficile trovarlo!". L'umiltà è ciò che ha sempre portato avanti Alessio e che gli ha fatto raggiungere traguardi che gli consentono anche di avere delle ambizioni e sogni" A 24 anni, da un giorno all'altro, ho preso in gestione due attività commerciali e chissà, magari un giorno, potrò ampliarmi ancora. Quando avrò un po' di tempo libero e abbastanza risparmi vorrei tanto fare un viaggio in India, come ho sempre sognato, di quelli zaino in spalla a vedere il mondo com'è". Poi si sofferma un attimo e con voce commossa aggiunge "no, prima c'è un altro posto dove voglio davvero andare: dai miei nonni che non vedo da sette anni". Il volto sorridente di questo ragazzo, i suoi occhi buoni, la sua storia di umiltà che da tuttofare l'ha portato a diventare un piccolo imprenditore, dovrebbero essere il miglior incoraggiamento per un'intera generazione.

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