Vietato dire non ce la faccio più

Antonio per i suoi 40 anni chiede regali per i meno fortunati

27.07.2015 - 15:12

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Compiere 40 anni e essere così grati e soddisfatti per la propria vita da decidere di fare qualcosa per rendere migliore anche la vita degli altri. Queste le fondamenta di un sogno che, con il sostegno della moglie Francesca e l'aiuto di tanti, è diventato realtà per il senese Antonio. “Per il mio quarantesimo, mi sono detto che avrei voluto lasciare il segno in qualche modo, fare qualcosa di significativo, ho chiesto ai miei amici di non farmi regali, ma di fare delle donazioni. Ma a chi ?” È così che entra in contatto con Luca Iotti, fondatore della Onlus Bambini nel deserto. “Più o meno 15 anni fa, Luca ha intrapreso l'avventura di attraversare il deserto in moto. Ad un certo punto si è perso e si è ritrovato senza benzina e senza acqua. Dopo circa un'ora in preda alla disperazione, ha pensato di avere un miraggio quando ha visto dei bambini berberi. Invece non lo era. Questi l'hanno portato nel loro villaggio, l'hanno soccorso”. Luca ha deciso allora di fondare un'associazione per aiutarli. La comune passione per la moto, la voglia di fare qualcosa di utile, fa crescere in Antonio l'entusiasmo. In parte però frenato dai problemi di ernia del disco con cui si devono confrontare sia lui che la moglie. “Dal febbraio al marzo 2014 sono stato bloccato a letto, ma l'osteopata mi ha portato al livello di potercela fare ad affrontare anche 4000 km in moto, dandomi un po' del pazzo, ma anche tanti consigli che si sono rivelati fondamentali durante il viaggio”. Appena sta meglio Antonio, la moglie e la loro amata moto, partono alla volta del Marocco. “Quando siamo arrivati a Begaa, un piccolissimo villaggio nel deserto, ci siamo resi conto ancora di più quanto fosse importante dare una mano a queste persone nei loro territori. Per risollevare l'economia contadina da cui traggono ogni sussistenza, abbiamo deciso di raccogliere fondi per costruire una pompa solare”. In 4000 km in moto, Antonio e Francesca hanno incontrato una tempesta di sabbia col vento a 110 km/h, hanno attraversato montagne con dirupi di 2300 metri, sempre con un po' di tensione, ma la gioia di compiere una sorta di missione, hanno visto panorami incredibili dove la terra rossa si sposa con l'azzurro del cielo e soprattutto “i sorrisi di quei bambini che però hanno occhi profondi che sembrano quelli di un adulto. Là ti rendi conto dei problemi veri. Loro per trovare un po' d'acqua devono percorrere chilometri e chilometri a piedi o con un ciuchino, i nostri bambini invece sono tristi se non hanno il telefono di ultima generazione”. Questo rally solidale ha incontrato l'appoggio di varie associazioni, come la Fondazione Meoni, e di tantissime persone “a partire dai miei concittadini in genere e dagli amici della mia contrada, l'Oca,in particolare, da cui ho ricevuto tante donazioni e appoggio” e da Internet “Instagram e i vari social network hanno dimostrato come possano rivelarsi fondamentali quando ben utilizzati”. Grazie a tutti loro questa avventura è diventata virale al punto da raccogliere quasi 10000 euro con i quali è stato possibile non solo costruire la pompa solare, ma anche un nuovo pozzo. “Tanta solidarietà mi ha colpito, anche da parte di chi ha donato pochi euro, ma ha comunque scelto di dare il proprio contributo. E quando mi hanno inviato le prime foto dei pannelli montati, mi sono commosso”. Oggi Antonio e Francesca sono pronti a tornare nel deserto per vedere con i propri occhi il piccolo miracolo che hanno compiuto, anche se non vogliono che si dica che hanno fatto qualcosa di eccezionale “lavorare in fabbrica è peggio, noi non abbiamo fatto niente di splendido, non ci siamo tolti il pane di bocca”. E forse deve essere davvero questo l'auspicio, che l'avventura di questa coppia non resti un'eccezione, perchè come dice Antonio “dovremmo trovare tutti un po' più di tempo per gli altri, a volte qualche piccola rinuncia per noi non fa differenza, ma può significare molto per qualcun altro” . In fondo, per portare l'acqua nel deserto, è bastato rinunciare ai regali di compleanno.

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