Veronica, una valigia piena di nostalgia

Veronica, una valigia piena di nostalgia

22.06.2015 - 13:17

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Questa è la storia di Veronica e della sua valigia piena di nostalgia e di voglia di costruirsi un futuro. La stessa valigia con cui suo padre si trasferì dalla Campania al Piemonte. Veronica ha il viaggio nel DNA, il bisogno di andare in cerca di prospettive migliori. A questo si aggiungono un incontro e la sua grande costanza. Veronica nasce a Ciriè, nella Provincia di Torino, terzogenita di due genitori unitissimi nella vita e nel lavoro di ristoratori. Quando ha cinque anni, i suoi vendono il ristorante a una famiglia cinese le cui figlie sono sue coetanee "c'erano queste bambine troppo carine che però parlavano solo nella loro lingua. Una volta tornati a casa dissi a mia madre "quando sono grande voglio parlare come loro". Sarà infatti la sua caparbietà a tenerla ferma sui suoi obiettivi, anche perché come dice lei "se non hai la testa dura, non puoi studiare cinese". Quando ha 18 anni un immenso dolore scuote la sua vita e quella di tutta la sua famiglia: la morte della sorella. "Quando succede una cosa del genere, all'inizio pensi che quella sofferenza terribile passerà, invece no, resta lì tutti i giorni e l'unica cosa che puoi fare è imparare a conviverci e portare avanti la tua vita, anche per lei". Ed è quello che farà Veronica, continuerà a perseguire i suoi sogni, perché la vita scorre inesorabile, non aspetta mai che tua sia pronta. Così dopo il Liceo si iscrive alla Facoltà di Lingue orientali di Torino. Per imparare ancora meglio la lingua, parte per la Cina. È per lei il primo viaggio da sola davvero lontano da casa, ma ogni timore viene spazzato via dalla fine di una relazione durata anni "Chiudere con lui ha profondamente inciso sulla mia partenza. Paradossalmente devo ringraziarlo per avermi tradita e lasciata perché in questo modo ho avuto l'opportunità di partire. Lui, per il suo lavoro, non mi avrebbe mai potuto seguire fuori dall'Italia". Dopo l'esperienza in Cina e una volta conseguita la Laurea triennale, Veronica torna in parte alle origini, trasferendosi a Napoli per la Laurea Magistrale. Grazie a una borsa di studio torna in Cina per un anno dove studia marketing. "Quando sono rientrata in Italia ho cercato subito lavoro, ho fatto colloqui. Ma i dubbi di alcuni datori di lavoro erano legati al fatto che a 28 anni forse potevo sognare matrimonio e figli, quindi diciamo che non sarei stata un buon "investimento". Altri mi hanno proposto retribuzioni che in realtà erano rimborsi spese e che certo non mi avrebbero permesso di mantenermi da sola." Veronica inizia a chiedersi se ha studiato tanto, si è impegnata tanto per questo e la sua risposta è no "A Luglio 2013 ero tornata in italia, a Dicembre già ero ripartita". Stavolta la meta è decisamente più vicina: Londra. "Al contrario di quello che si potrebbe pensare qua la vita è carissima" ma Veronica trova subito un lavoro "Da Harrod's cercavano qualcuno che parlasse bene il cinese, da un giorno all'altro mi hanno assunta". Ma quello che tiene molto a sottolineare è che vede sempre più arrivare giovani italiani, totalmente sprovveduti, che non sanno una parola d'inglese, ma che sono comunque partiti perché vedono in Londra l'America di una volta. "Spesso in noi italiani c'è la mentalità che le cose prima o poi arrivino, come calate dall'alto, quindi ci mettiamo in viaggio con l'idea del "tanto qualcosa troverò". In realtà non è così semplice. Perché a Londra è vero che si possono raggiungere traguardi importanti, ma è anche vero che per farlo devi faticare tantissimo. Qua c'è davvero la meritocrazia". Inoltre c'è tutta l'altra faccia della medaglia. Partire è una scelta e scegliere comporta sempre qualcosa che si acquisisce, ma anche qualcosa che si perde perché per ogni sogno infilato in valigia, ce n'è un altro che resta fuori. Lasciare l'Italia ha significato per Veronica non poter veder crescere il nipotino di 8 anni "non mi sono persa nulla dei suoi primissimi anni, ora invece tutto", non poter trascorrere il Natale insieme, le feste comandate, senti di perdere le cose importanti, i genitori che stanno diventando anziani "Il loro sorriso a volte è tremendo , perché è quello di chi non vuole fare preoccupare. Anche se ora sono sicuramente più contenti perché Londra è più vicina della Cina. Ma io so che stando qua li rendo felici perché vedono che i loro sacrifici sono serviti". Veronica ha come l'impressione di vivere due tempi sfalsati, due paesi che corrono su binari paralleli, ma in cui uno va molto più veloce dell'altro "Non tornerei mai in Italia, anche se mi mancano i miei, mio nipote che è tutto orgoglioso di avere una zia a Londra e magari mi raggiungerà quando sarà grande." E aggiunge sorridendo "mi manca la cucina di mamma e pur non essendo vero che qua piove sempre, potrebbe anche andare meglio!" Veronica ha trovato in Inghilterra possibilità che il nostro Paese non è riuscito a darle, come tanti suoi coetanei con titolo di studio più o meno elevato. Chissà che il prossimo sogno da mettere in valigia non sia proprio quello di un'Italia migliore dove poter tornare.

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