Vietato dire non ce la faccio più

Patrizia, dalla Casa famiglia l’amore per il mondo

25.05.2015 - 11:56

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Patrizia ha diciannove anni. La maturità che la rende ancorata alla realtà si accompagna ad una spiccata fiducia nel mondo che sembra quella di una bambina. È proprio quest'unione di anime a farne una giovane donna solare, piena di grandi progetti. "Se sono quella che sono oggi, lo devo alla Casa famiglia". Patrizia a otto anni viene accolta insieme alla madre nella Casa famiglia Giovanni XXIII di Siena. Ricorda bene il giorno in cui ne ha varcato la soglia. "C'erano bambine più o meno della mia età con disabilità molto gravi. Era qualcosa di nuovo, ero impaurita, non sapevo come comportarmi. Il giorno seguente dormii con loro. Erano già come sorelle per me. E lo sono anche ora". In quella situazione Patrizia e la madre trovano affetto e sicurezza. Nei disegni di bambina, alle scuole Elementari, rappresenta tutta quella grande famiglia allargata. "Per me era come un parco giochi, ero gasatissima- dice sorridendo- ho sentito subito che quella era la mia casa e quella la mia famiglia". Patrizia ha trascorso lì gli anni più significativi dell'infanzia e dell'adolescenza, è diventata adulta in quella casa. Viene spontaneo chiedersi se in una fase così delicata della crescita si sia mai sentita "guardata" in modo diverso da chi quella realtà la viveva dall'esterno: "Credo che il fatto che io l'abbia sempre vissuta bene, ha fatto vivere bene quel contesto anche a coloro che mi stavano intorno. Ho sempre invitato tutti, le mie amiche, il mio ragazzo. Fin da subito ho detto che quella era casa mia. Ci mangiavo, ci dormivo, cos'era se non casa?"
I suoi ricordi sono quelli di chi è cresciuto con tanti fratelli e sorelle in cui non scorre lo stesso sangue, con esperienze di vita completamente diverse, ma con cui il legame è sempre fortissimo. E come in tutte le famiglie ci sono litigi, gelosie, scontri sulle piccole cose del quotidiano, scherzi. Poi, il ricordo più bello: il Natale. "La sera della Vigilia mi nascondevo per guardare Ida che metteva i regali vicino al Presepe. Per noi non c'era Babbo Natale, c'era Mamma Natale!" Ida è una figura chiave nella vita di Patrizia, perché non è solo la responsabile di quella casa-famiglia, ma è una nonna per tutti i bambini che crescono lì, una madre per tutte le donne che hanno bisogno di un tetto sotto cui crescere i propri figli e per le tante che hanno bisogno di una guida nel difficile cammino della genitorialità. Così tra Patrizia, sua madre e Ida si instaura un rapporto bellissimo come tra nipote, figlia e nonna. "Proprio come una nonna mi chiama spesso come "consulente tecnologica" per computer e telefoni!". Quando Patrizia compie diciotto anni, lascia la casa-famiglia insieme alla madre. Oggi hanno una casa tutta loro, ma il distacco è stato duro. "Al momento del trasloco, sono rientrata nella mia vecchia camera per riprendere alcune cose e l'ho trovata occupata. Non l'ho detto a nessuno, ma ho pianto tanto, perché ho avuto paura che si fossero già scordati di me."
Patrizia però capisce subito che non è così perché quella è stata la sua prima casa e resterà sempre la sua famiglia, al punto che le manca anche la confusione "per studiare ora devo accendere la televisione, non ci sono abituata a studiare in silenzio!" Si prepara così ad affrontare l'Esame di Stato del Liceo delle Scienze Umane e intanto fa tantissimi progetti : "Il servizio civile, una missione all'estero, in Africa, oppure lavorare in un centro diurno con disabili, o diventare un'assistente sociale". L'unica certezza è che sia un lavoro di aiuto. Crescere nella casa famiglia le ha permesso di non avere pregiudizi, di capire con i propri occhi che non esistono persone normali e persone che non lo sono, esistono solo persone in difficoltà. "Vorrei aiutare chi soffre. Se qualcuno sta male, è compito di tutti noi aiutarlo a essere sereno. Il mondo è uno, stiamo tutti insieme, nello stesso posto." Perché il segreto di Patrizia è proprio questo: riuscire a vedere il mondo intero come una grande casa famiglia in cui aspettare la magia del Natale tutti insieme.

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