Scuola calcio Argentario

Il vivaio maremmano copia quello dell'Atletico Bilbao in Spagna

Calcio giovanile

Scuola calcio Argentario, un modello in stile spagnolo

27.11.2014 - 20:22

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Remo Cedroni è una figura-cardine nella storia calcistica dell’Argentario. Tante gare disputate da giocatore, e ora il compito, insieme a un nutrito numero di collaboratori e dirigenti, di responsabile del settore giovanile. A lui, quindi, il compito di presentare l’attività. Cedroni, qual è la composizione della sua ‘squadra’? Quanti ragazzi e quanti tecnico sono impegnati nella Scuola Calcio? “Consideri che per ogni squadra, abbiamo almeno un tecnico e un collaboratore. Il nuovo progetto della Scuola Calcio è partito qualche anno fa con circa 30 ragazzi, mentre oggi siamo arrivati a circa in centinaio di unità. Un risultato che ci soddisfa molto. Insieme a me, come responsabile c’è Francesco Loffredo che si occupa della gestione sportiva e della programmazione, mentre la segretaria Roberta Olivari coordina tutta la parte logistica. Gli esordienti 2002 a 11 sono allenati da me e Remo Ferraro, mentre gli esordienti 2003 a 9 sono gestiti da Enrico Amato e Cristiano Schiano. Nei pulcini 2004 mi avvalgo del prezioso aiuto di Gabriele Lombardelli e Simone Terramoccia, mentre i pulcini 2005 sono in mano a Giandomenico Paganin. I Piccoli Amici 2006 sono allenati da Mauro Sordini e Claudio Costanzo, i 2007 da Remo Ferraro e Samuel Cedroni e i 2009 da Milvo Cerulli e Massimiliano Palumbo. Il preparatore dei portieri, sia per il settore giovanile che per la squadra è ‘Ragno" Costantini’”. Qual è la filosofia che sta alla base della vostra Scuola Calcio? “Potremmo essere definiti “l’Atletico Bilbao della Maremma”: sia settore giovanile e prima squadra sono costruite con giocatori del posto, un’impronta precisa che vogliamo dare, a partire già dai piccoli, per sviluppare il senso di attaccamento alla maglia per la squadra del proprio paese. Tutto questo, naturalmente, senza fanatismi, ma per creare un gruppo solido e unito. Su questa base, per noi l'aspetto diciamo tecnico passa in secondo piano rispetto a quello di integrazione e coinvolgimento di più membri possibili della comunità e, soprattutto, il primo pensiero è quello di far divertire i bambini. Tra tutti, mi preme sottolineare il lavoro che svolge Gabriele Lombardelli, uno dei più preziosi collaboratori. Inoltre un altro aspetto per noi fondamentale è quello di far accettare a tutti in modo sereno, compresi i genitori, la sconfitta. In questa fascia di età non ha senso isolare il bamvino magari meno dotato tecnicamente, è importante che tutti giochino”. E a livello di metodologie applicate? Come viene organizzato il lavoro? </CF> “Ribadendo il fatto che l’aspetto ludico è più importante, e quindi non vi è mai esasperazione nel correggere ad esempio un gesto tecnico sbagliato, in base all'età, insieme al mio collega Francesco Loffredo, poniamo degli obiettivi su cui lavora su base mensile: ad esempio, la cura del passaggio, del tiro in porta ecc. ecc. Ma, ripeto, con pazienza e senza inutili pressioni”. E’ risaputo che l’Argentario conta molto sul settore giovanile anche in ottica prima squadra, composta quasi esclusivamente da ragazzi del posto. Come sono gestiti i rapporti tra ‘piccini’ e ‘grandi’? “La gestione avviene a livello unitario, la nostra società conta sull'apporto di sedici dirigenti e ognuno diciamo che segue una squadra in particolare. Dagli Juniores in giù organizziamo una riunione tecnica globale per fare il punto della situazione una volta al mese, ma la filosofia può essere facilmente estendibile alla prima squadra, visto che tutti i giocatori vengono dal settore giovanile e che alcuni di loro svolgono il ruolo di collaboratore”. Come si sviluppa l’attività delle varie squadre? Organizzate o partecipate a tornei con cadenza periodica? “Come attività svolgiamo quella di base, con le linee guida dettate dalla Federazione: ogni 10-15 giorni vengono organizzati raduni per fasce d’età e poi ci sono i campionati che si disputano in inverno e in primavera; per i 2007-2008 ci sono dei concentramenti obbligatori orgianizzati a turno nei paesi limitrofi a noi, come Albinia, Orbetello, Capalbio, poi magari nel periodo primaverile facciamo trasferte un po' più lontane come a Pitigliano. In più siamo legati a diverse società come Invicta e Fonteblanda, con cui spesso organizziamo amichevoli per far giocare i ragazzi, mi viene in mente il torneo Telethon organizzato sotto il periodo di Natale. Poi anno scorso abbiamo partecipato al Mini Passalacqua per gli esordienti, dove siamo arrivati tra l'altro in finale proprio con l’Invicta. A Porto Santo Stefano, invece, organizziamo ormai da diversi anni il Torneo Berni, dedicato al padre del nostro ex allenatore Riccardo (protagonista dell'ultima scalata dalla Terza alla Prima Categoria della prima squadra), un torneo ormai diventato tradizionale e a cui partecipano diverse squadre della provincia”.

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