Resa dei conti sulla convenzione

Per Camilli il tempo stringe

SERIE C

Resa dei conti sulla convenzione

31.10.2014 - 15:33

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Finisce il mese di ottobre ma in Comune ancora non è arrivata la convenzione per la gestione dello stadio Zecchini. Il sindaco Bonifazi attende, ma per il momento non commenta. Pare, però, che la macchina organizzativa comunale si stia già muovendo. Dopo l’intervista del sindaco in cui dava l’ultimatum a Camilli ci sarebbe stata una telefonata tra le parti. Il primo cittadino aveva garantito un ulteriore spazio di tempo per trovare l’accordo su quali sono le opere di ordinaria e quella di straordinaria manutenzione da realizzare nello Zecchini e che abbia chiesto a Piero Camilli di nominare un tecnico di fiducia che avrebbe dovuto fare un sopralluogo insieme ai tecnici comunali all’interno dell’impianto. Un professionista locale che, però, non si è mai fatto vivo dalle parti dell’amministrazione. Per questo gli uffici stanno lavorando su impulso del sindaco che ha chiesto di risolvere una questione che va avanti ormai da tre anni. Se prima si contestava il fatto che sarebbero state fatte delle promesse da parte dell’amministrazione poi non mantenute, questa volta la stessa vuole giocare a carte scoperte per non cadere in incomprensioni che poi, puntualmente, quando si giunge al dunque vengono tirate fuori. Se non ci sarà la firma della convenzione, l’amministrazione può inviare una lettera formale alla società in cui si intima la firma entro una data limite, superata la quale scatterà la richiesta di un canone d’affitto pere lo stadio, il campo Palazzoli e la sede societaria. Nel documento inviato alla società la cifra da pagare da parte del Grosseto era modica, 15mila euro compresa iva all’anno. In più il sodalizio biancorosso avrebbe dovuto pagare tutte le utenze e occuparsi della cosiddetta ordinaria amministrazione. Tutto ciò che era straordinaria amministrazione sarebbe rimasto in carico al Comune. Secondo voci che arrivano dai corridoi del municipio su un punto l’amministrazione sarebbe stata rigida, quello secondo cui la società avrebbe dovuto accollarsi le eventuali spese di straordinaria amministrazione che siano diventate tali perché non curate secondo la diligenza del buon padre di famiglia. E fu questo uno dei motivi che avevano trovato le parti a scontrarsi in estate sulla questione delle telecamere dello Zecchini da sostituire che poi restarono in capo alla società. Insomma sul piatto ci sono tante questioni, con un’unica certezza che la questione va chiusa con la firma della convenzione o con il passaggio del pagamento di un canone di affitto dello stadio per il singolo evento, dunque partite ed allenamenti. Nel caso la gestione tornerebbe all'amministrazione.

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