L'Amministrazione pronta a gestire i servizi pubblici di altri Comuni

Fusini (a destra) con Bonifazi

Grosseto

L'Amministrazione pronta a gestire i servizi pubblici di altri Comuni

22.04.2015 - 10:30

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La rivoluzione è alle porte e può arrivare all’ultimo tuffo. La modifica dello statuto di Sistema, la maxi e ormai unica partecipata del Comune di Grosseto, è stata inserita infatti in extremis all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, in programma venerdì 24 aprile, e l’argomento transiterà anche giovedì 23 aprile alle 15 nell’apposita commissione consiliare.
Se l’assise darà il proprio avallo si consumerà dunque quel fatidico passo cui il presidente Gabriele Fusini sta lavorando da tempo. E sarebbe un altro successo dopo aver sistemato qualche settimana fa l’annosa questione del campeggio Principina, di fatto tornato nella piena proprietà del Comune che, dopo la stagione estiva, lo metterà in vendita con l’obiettivo di ricavarci un cospicuo gruzzoletto milionario.
Ma cosa accadrà con la modifica dello statuto di Sistema? In sostanza sarà possibile allargare la compagine sociale anche ad altri Comuni della provincia di Grosseto, sia pure con regole ben precise: le Amministrazioni che entreranno in Sistema potranno detenere infatti solo lo 0,5% delle quote e impegnarsi ad affidare almeno uno dei propri servizi pubblici alla società, ovviamente tra quelli già di competenza della partecipata.
“Non vogliamo creare un nuovo Acquedotto del Fiora o Coseca in cui i Comuni hanno un posto nel Cda. L’Amministrazione che entra non avrà voce in capitolo, ma solo sui servizi che affiderà - spiega Fusini - Siamo però in condizioni di poter gestire settori pubblici anche per altri Comuni e ci muoviamo dopo aver verificato che effettivamente c’è interesse per l’idea. Evidentemente il nostro modo di gestire certi servizi e i costi che richiediamo hanno destato, o possono farlo in futuro, l’interesse di altre Amministrazioni del territorio”.
Soprattutto per il verde pubblico e i servizi cimiteriali l’idea potrebbe in effetti trovare più di un’adesione. Al momento ci sono stati contatti diretti solo con il Comune di Magliano in Toscana, ma anche approcci informali con altre realtà come ad esempio Massa Marittima: affidare alcuni servizi pubblici a Sistema potrebbe però rivelarsi un’opzione interessante pure per altri Comuni maremmani, specialmente per quelli più vicini geograficamente al capoluogo. “La proposta va valutata attentamente anche dal punto di vista dei costi - commenta Fusini - Già alcune Amministrazioni si sono rese conto che affidandoci alcuni servizi risparmierebbero, semplificandosi anche la vita dal punto di vista burocratico perché un conto è l’affidamento in house, un altro quello attraverso gare pubbliche che richiedono vari passaggi. Se la competitività sul prezzo sarà anche garanzia di qualità la scelta direi che è quasi obbligata. Ma la vera novità è il nuovo approccio che proponiamo anche agli enti pubblici: qui è Sistema che cerca nuovi spazi e si mette in gioco in nuove fette di mercato e non è l’Amministrazione che investe una società di alcuni servizi”.
Se poi gli appalti dovessero essere diversi e consistenti, non è escluso che Sistema possa aver bisogno nel prossimo futuro di nuovi dipendenti: “Dipenderà certamente dall’importanza delle commesse - ammette il presidente - Impiegheremo il nostro personale, ma siamo aperti a nuove assunzioni o anche ad avvalerci di aziende del posto per la gestione di alcuni ambiti del servizio”.
C’è infine un altro aspetto legato alla crescita di Sistema: “Questo progetto complessivamente si inserisce nell’ottica di ridurre o dismettere il prima possibile alcuni servizi concorrenziali per i privati - spiega Fusini - Su tutti quello dei funerali, che vogliamo tenere solo per quei casi di conclamata difficoltà economica da parte delle famiglie a pagare il servizio funebre, che noi invece potremo svolgere quasi gratuitamente”.

Per approfondire leggi anche: CREMAZIONE, PROGETTO MILIONARIO PER UN FORNO


Un tema questo oggetto di dibattito da tempo e sul quale Fusini è sempre stato chiaro: l’obiettivo è arrivare a non occuparsi più dei funerali, ma prima bisogna trovare altrove i circa 800mila euro l’anno che questo ambito garantisce alle casse societarie. Questa può essere davvero l’occasione giusta.

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