Prepariamoci alla Pasqua

Prepariamoci alla Pasqua

15.03.2015 - 14:53

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Nicodemo, un anziano giunto alla sera della vita, va da Gesù di notte. E Gesù vuole farlo venire alla luce perché comprenda che ci s'innalza (sulla croce) per nascere, non per morire. Si tratta della seconda nascita, che vince l'angoscia della morte. Nicodemo, ricercatore della legge, non ha trovato come rinascere. E Gesù gli spiega come. Uno vive veramente non quando nasce, perché si nasce mortali e poi si muore, ma quando è amato ed è libero di vivere e di amare a sua volta. Il Vangelo parla fondamentalmente dell'amore incredibile di Dio per l'uomo. L'amore è all'origine del nostro esistere, non il fato, non il caso. Il centro del Vangelo è tutto nel breve monologo di Gesù con Nicodemo: il rapporto tra Dio (il Padre) e Gesù (il Figlio) e noi, (figli nel Figlio); il credere e il non credere all'amore: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio". Dio ama questo mondo, con tutte le sue terribili strutture di pensiero, d'ingiustizia, di violenza del potere. Questo contrasto insanabile è sanato con l'amore di Dio, con il sacrificio d'amore del Figlio. La salvezza del mondo è totalmente legata alla nostra fede. Nicodemo, maestro d'Israele, lo rappresenta tutto. Gesù, Figlio unigenito, è la porta della salvezza, è venuto non per giudicare ma per salvare il mondo. Il Signore è la luce, che svela le nostre tenebre e fare la verità vuol dire camminare verso quella luce che, accolta, ci salverà. Israele è attuale anche oggi, come l'episodio del serpente, che racconta la storia di un peccato, di un lezione e di un rimedio che Dio stesso offre al suo popolo donando suo Figlio, il Salvatore: "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna". Per prepararci a Pasqua, la nostra fede oggi contempla il Cristo Crocifisso. Lui è il motivo della nostra letizia.
* Con la collaborazione di Andrea Grippo

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