Ama e fa ciò che vuoi!

Ama e fa ciò che vuoi!

26.10.2014 - 14:45

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Il vangelo di Matteo di questa domenica (Mt 22,34-40) ci riporta ancora una volta nel grande mistero dell'amore di Dio. Un amore che un certo etimo sbagliato ma suggestivo lo collega ad amors, assenza di morte. Che l'amore sia vita e che derivi dall'amore ce lo dicono il cuore, la natura e il buon senso. Ma l'amore è l'espressione più compiuta della vita. Il Dio dei Cristiani è il Dio dei vivi. Il Signore della vita offre la sua vita per amore degli altri. L'amore è, innanzi tutto, incontro e reciprocità. Il Dio dei Cristiani non è soltanto il Dio geloso dell'Antico Testamento. Comunque la gelosia non può fare a meno della dimensione dell'amore, anche se in forma di possesso. Il Dio della vita si svela nell'incontro e si offre attraverso un volto umano, quello di Cristo, vero Dio e vero uomo, che si fa uomo per offrire un volto uomo al volto di Dio che è ineffabile.
Gesù Cristo, Dio fatto uomo, non racchiude solo in questa dimensione l'incontro tra l'umano e il divino. Certo, ci consente di amare e di venerare nell'icona un volto umano di Dio che è indescrivibile. Ma ci ricorda che il volto di Dio ci guarda attraverso il volto di Cristo ma anche tramite i volti di tutti gli uomini, sopratutto gli sfigurati dalla fragilità e dal bisogno.
In Matteo 25,37-40 si legge: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me“. Il volto dell'altro è lo spazio dell'incontro con Dio.
Per questo l'unico comandamento è quello dell'universalità del'amore. Questa dimensione risuona in una famosa omelia di Sant'Agostino: "ama e fa ciò che vuoi".
Non vuol di re che chi ama non ha vincoli ma che chi rispetta il comandamento dell'amore, se viene applicato fino in fondo, non commette peccato, perché non si può rubare, abusare o mentire, quando si ama.
Questo duplice amore di Dio è la sintesi radicale dell'amore cristiano.
*Con la collaborazione
di Andrea Grippo

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