Una palla al piede

Una palla al piede

20.05.2015 - 13:55

0

Dirty Soccer si chiama l’inchiesta della procura antimafia di Catanzaro che ancora una volta punta il dito sul calcio. Un altro scandalo scommesse e non sarebbe nemmeno una notizia, perché siamo ormai abituati alla ritualità delle indagini che fanno scoppiare lo scandalo e ci dicono che il morbo continua ad allignare e, anzi, si è fatto ancora più virulento e pericoloso. Non è routine, e già basterebbe, stavolta sembra esserci qualcosa di più e di diverso. Anzitutto, la 'ndrangheta e non è un caso che la raffica di arresti sia partita dalla Calabria e che tutto abbia preso il via da uno dei tanti fascicoli aperti sulla società malavitosa. Non si tratta di episodi, siamo di fronte a un tessuto diffuso di relazioni volte a condizionare l’esito degli incontri di Lega Pro e di serie D in funzione delle scommesse. E il raggio d’azione rivela ramificazioni internazionali e obiettivi che vanno dal basket al calcio cinese, perfino a un torneo di tennis in Qatar. Soldi, null’altro che soldi da investire e da moltiplicare costruendo una rete di complicità strutturata e organizzata.
Dunque, un anello va a chiudersi fra la malavita storica del nostro paese e lo sport, e un altro settore dell’economia e della società vede allungarsi l’ombra della delinquenza, una piovra capace ormai di diversificare gli investimenti e di allargarli oltre i classici territori della droga, della prostituzione, dell’edilizia e dei lavori pubblici. D’altronde, viene da chiedersi, perché soltanto adesso ce ne accorgiamo? E’ un segnale inquietante quello che arriva dall’inchiesta sul calcio sporco e le intercettazioni, al di là della rilevanza penale, manifestano un degrado profondo della realtà che si muove attorno ai livelli meno clamorosi del calcio nazionale. Un affare, nient’altro che questo, per il quale tutto diventa lecito e gli interessi in gioco alimentano una guerra per bande trasversali, dove l’ultima cosa che conta è la sensibilità che dovrebbe accompagnarsi alla disciplina sportiva e al risvolto sociale che porta con sé. Un affare fetido che ha per contraltare un tifo sguaiato e violento che le cronache registrano solo quando gli episodi diventano particolarmente violenti, dalle aggressioni ai calciatori e agli arbitri fino agli scontri fra le tifoserie. Stiamo parlando della Lega Pro e quindi di decine e decine di squadre che coprono tutto il paese e che rappresentano un fenomeno popolare che dovrebbe assolvere a una funzione sociale e ricreativa e, invece, è diventato un girone infernale e criminale.
Sono le radici di una pianta che dovrebbe crescere rigogliosa e preparare i livelli di eccellenza della serie B e della serie A e invece è diventato una riserva di caccia di una consorteria di arrivisti, arruffapopolo e biscazzieri senza scrupoli. Guai, ovviamente a generalizzare, non tutti sono così, ma la peste, perché di questo si tratta, è penetrata a fondo e rischia di essere arrivata al punto in cui ogni cura diventa inutile. Non sottovaluterei il panorama che questa finestra aperta dalla magistratura ci mette di fronte. Il calcio fa parte del vissuto quotidiano, è un linguaggio individuale e collettivo, un rito che coinvolge milioni di persone. Che ad un livello così stratificato nel Paese si riveli una corruzione e una tendenza all’inciucio criminale, non sorprende. Tutto si tiene, non ci sono oasi protette con aria condizionata. Il micro e il macro si corrispondono, se è vero che anche il top del nostro calcio affonda nei debiti e nei sospetti, in balìa delle fazioni più violente e rozze del tifo e lontano da una qualche capacità strategica che sappia coniugare risorse, tifo, mercato, tradizione e risultati. Vogliamo parlare dello spettacolo offerto dall’elezione per il Presidente della Federazione Giuoco Calcio? Quello di Optì Pobà che una volta mangiava le banane e adesso è titolare nella Lazio? C'era una volta la favoletta del campionato più bello del mondo..
Inutile darsi a fervorini moralistici e tirare in ballo i valori. Siamo in presenza di una volgare deriva sottocapitalistica, tutta provinciale e locale, e di una spirale verso il basso a tutti i livelli. Basta sentire il presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Non è lui che si è lasciato andare a quella ineffabile considerazione sul calcio femminile e ha annunciato “basta soldi a quattro lesbiche”? Che peccato, alla fine era solo un gioco. Il gioco più vecchio del mondo. Una palla e due squadre che se la contendono con i piedi. Adulti e infantili, maschili e femminili, ruvidi e poetici. Una palla e i piedi.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Mattarella non può scegliere il ministro dell'Economia
Lo stop a Paolo Savona

Mattarella non può scegliere il ministro dell'Economia

Con un comunicato ufficioso il Quirinale ha fatto sapere di non accettare diktat sul ministero dell'Economia da parte di Matteo Salvini e Luigi Maio, di fatto sbarrando la porta al professore Paolo Savona. Verto che la Costituzione prevede un confronto fra il premier incaricato (il professore Giuseppe Conte) e il capo dello Stato (Sergio Mattarella) sulla squadra ministeriale. E per i compiti del ...

 

Spettacoli

Nel chiostro la mostra omaggio dei ragazzi al maestro Fontana

Massa Marittima

Nel chiostro la mostra omaggio dei ragazzi al maestro Fontana

Sarà inaugurata venerdì 25 settembre alle 17,30 e resterà visitabile fino al 6 gennaio 2016 la mostra fotografica allestita al Chiostro di Sant’Agostino "Le forme ...

21.09.2015

Tre giorni di eventi per celebrare il cavallo

La presentazione

Grosseto

Tre giorni di eventi per celebrare il cavallo

Dal 25 al 27 settembre ritorna il Festival dei cavalli datato 2015. Tre giorni intensi all’insegna dei destrieri nello scenario del Centro militare veterinario di via ...

19.09.2015

Aperte le iscrizioni alla scuola di musica Chelli

Grosseto

Aperte le iscrizioni alla scuola di musica Chelli

Con l’avvio del nuovo anno scolastico riprende con slancio anche l’attività della scuola di musica Chelli, che insieme alla scuola d’infanzia San Giuseppe, alla scuola media ...

17.09.2015