Il dubbio sottile del terrorismo

Il dubbio sottile del terrorismo

25.03.2015 - 12:16

0

Nessuna ipotesi può essere scartata, ha detto il primo ministro francese Valls. L'A-320 caduto sulle Alpi della Provenza è un punto interrogativo che per ora non ha risposta e alimenta paure e fantasmi. E’ strana, attonita, frastornata l'atmosfera che circonda la notizia del crash. Partito da Barcellona per Duesseldorf, il volo dell’Airbus si è interrotto brutalmente e i pochi dati disponibili accentuano il disagio. Le condizioni meteo erano ottime, l'aereo viaggiava in orario, nessun allarme lanciato, una discesa precipitosa da novemila metri in pochi minuti, forse un estremo tentativo di virare, lontano dalla rotta prevista. Come a dire che deve essere accaduto qualcosa di repentino, un black-out che non ha consentito di mandare avvisi, di annunciare difficoltà e chiedere aiuto. Nessuno si avventura in spiegazioni, anche perché il luogo in cui l'aereo è caduto è impervio e difficile da raggiungere. Bisognerà aspettare che le squadre di soccorso arrivino nella zona per avere qualche elemento attendibile su cui cominciare a costruire uno scenario. Intanto, restiamo in questa terra di nessuno in cui il vuoto di notizie si accompagna allo sconcerto. Non siamo abituati, vogliamo sapere tutto e subito, tanto più quando si tratta di un aereo che precipita a due passi da casa nostra. Ma come, siamo sempre connessi e collegati e ci troviamo di fronte a questo buco vertiginoso?
Lo sappiamo tutti dove corre il pensiero, dopo Charlie Hebdo e dopo l'attacco dei militanti dell'Is ai turisti in visita al museo Bardo di Tunisi. Lo sappiamo tutti che il primo, istintivo riferimento che salta alla testa è al gesto di un terrorista che è salito a bordo dell'aereo e lo ha fatto esplodere. Veniamo dall'11 settembre, dalle Torri Gemelle colpite dagli aerei dell'American Airlines dirottati dai terroristi di Al Qaeda, abbiamo visto saltare in aria treni e metropolitane, ascoltiamo ogni giorno i proclami del Califfato e delle più svariate cellule dormienti o sveglie sparse un po' dappertutto tra Occidente e Oriente. Morte ai Crociati, stiamo per colpire Roma.. Siamo abituati a veder cadere gli aerei in Sudamerica, in Medio Oriente, sull'Ucraina o negli oceani e ogni volta è un trauma. Cerchiamo sempre una ragione a cui aggrapparci, che si tratti di strani fenomeni atmosferici, dell'imperizia o dello stato d'alterazione dei piloti - è successo.. - di un missile sparato da una delle parti in guerra nel cielo ucraino.. E aspettiamo con ansia il ritrovamento della scatola nera, feticcio che dovrebbe rassicurare perché tutto conserva e memorizza. Ma questo Airbus che cade sulle Alpi a due passi da casa nostra, nel cuore dell'Europa non sappiamo dove metterlo. Come è possibile? Tutti i controlli del caso erano stati effettuati, il marchio della Lufthansa a garantire la qualità e la sicurezza dell'aereo e del volo.. e l'Airbus viene giù. Un attentato psicologico, prima di tutto, che mette in discussione le certezze delle tecnologie e testimonia della fragilità del progresso. Un volo qualunque e di corto raggio, un aereo tedesco, una giornata di sole e quel botto terrificante sulle Alpi?! Attenzione, non è solo una reazione della gente, sono i governi, della Francia e della Germania anzitutto, Hollande e Merkel, che sentono il bisogno di uscire dal silenzio e di dire del dolore, del cordoglio e del loro stordimento di fronte alla catastrofe. "Nessun ipotesi è esclusa", è una frase rituale che però in questa circostanza spande un'ombra oscura di aleatorietà sulla tragedia. Se nessuna ipotesi va esclusa, allora, tutte sono possibili, anche le peggiori, quelle che non vorremmo mai che si avverassero. E' in questo che il terrorismo ha già colpito. Non importa che l'Airbus sia venuto giù per l'impazzimento del computer di bordo - come a un certo punto si comincia a vociferare - quello che conta è il riflesso condizionato che è scattato. La paura è entrata dentro di noi, fa parte della quotidianità, siamo certi che, se non è successo, prima o poi succederà. Saranno loro, i fighters, vestiti magari come noi, a scegliere il dove, il come e il quando. Forse non è ancora la terza guerra mondiale, come proclama qualche commentatore, però siamo in attesa della catastrofe possibile e i profeti in questo caso sono tutti imbracati di nero e non esitano a tagliare la testa all'infedele.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Mattarella non può scegliere il ministro dell'Economia
Lo stop a Paolo Savona

Mattarella non può scegliere il ministro dell'Economia

Con un comunicato ufficioso il Quirinale ha fatto sapere di non accettare diktat sul ministero dell'Economia da parte di Matteo Salvini e Luigi Maio, di fatto sbarrando la porta al professore Paolo Savona. Verto che la Costituzione prevede un confronto fra il premier incaricato (il professore Giuseppe Conte) e il capo dello Stato (Sergio Mattarella) sulla squadra ministeriale. E per i compiti del ...

 

Spettacoli

Nel chiostro la mostra omaggio dei ragazzi al maestro Fontana

Massa Marittima

Nel chiostro la mostra omaggio dei ragazzi al maestro Fontana

Sarà inaugurata venerdì 25 settembre alle 17,30 e resterà visitabile fino al 6 gennaio 2016 la mostra fotografica allestita al Chiostro di Sant’Agostino "Le forme ...

21.09.2015

Tre giorni di eventi per celebrare il cavallo

La presentazione

Grosseto

Tre giorni di eventi per celebrare il cavallo

Dal 25 al 27 settembre ritorna il Festival dei cavalli datato 2015. Tre giorni intensi all’insegna dei destrieri nello scenario del Centro militare veterinario di via ...

19.09.2015

Aperte le iscrizioni alla scuola di musica Chelli

Grosseto

Aperte le iscrizioni alla scuola di musica Chelli

Con l’avvio del nuovo anno scolastico riprende con slancio anche l’attività della scuola di musica Chelli, che insieme alla scuola d’infanzia San Giuseppe, alla scuola media ...

17.09.2015