michele cucuzza bianco e nero

Una ripresa effimera o concreta?

11.09.2015 - 13:48

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Consumi in crescita del 2%? “Ce lo auguriamo, anche se crediamo che si tratti di un’analisi un po' ottimistica. Non dimentichiamo che nell’ultimo triennio i consumi sono scesi complessivamente di più del 10%, qualcosa come 78 miliardi: insomma, anche con questo aumento il potere di acquisto delle famiglie italiane in questi anni è sceso ai minimi storici”. Controcorrente, non si lascia andare a facili entusiasmi Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, l’associazione promossa dalla Cgil con quasi 800 sportelli sparsi su tuttoil territorio nazionale, e pensa già a quanto ci costerà l'autunno alle porte: “Purtroppo per il dopo vacanze non è in arrivo niente di buono. E parliamo di quelli che sono riusciti a farle le ferie. E' vero che c'è stato un certo incremento, dovuto anche al fatto che i drammi nel Mediterraneo hanno orientato i flussi turistici verso il nostro Paese: ma l'aumento di chi è andato in vacanza tra gli italiani è ridotto ai minimi termini”.
Ecco dunque nei dettagli la brutta sorpresa in arrivo per questo autunno, secondo le previsioni di Federconsumatori: tra libri e metà del corredo, per chi manda i figli a scuola, siamo a poco meno di 789 euro, cui aggiungerne 117 per la seconda rata della Tasi, 143 per la nettezza urbana, 256 per la prima rata del riscaldamento e 455 per le bollette di acqua, luce, gas, telefono. “Una vera e propria stangata da 1.760 euro che si ripercuoterà pesantemente sui consumi e sull'intero sistema produttivo. Cosa di non poco conto, in una situazione ancora di crisi, soprattutto per quanto riguarda la disoccupazione (12%), gravissima per i giovani (sempre attorno al 40%, al sud fino al 60-65%). Il lavoro non è un problema solo etico, ma anche direttamente economico per le famiglie che si fanno carico dei giovani disoccupati. Ecco perché è più che mai urgente che il governo vari un piano straordinario per il lavoro, approfittando delle fortunate condizioni che si stanno verificando a livello globale (il prezzo del petrolio sceso attorno a 45 dollari al barile, il rapporto dollaro-euro stabilizzato attorno a 1,1-1,2 che comporta un consistente aiuto alle nostre esportazioni, la manovra monetaria della Banca centrale europea che dirige parecchie risorse nel nostro sistema finanziario e bancario).
Tutti elementi che potrebbero aiutare perché finalmente si attui quello che chiediamo da tanto tempo, vale a dire un deciso programma di investimenti che punti sulla ricerca e l'innovazione, lo sviluppo tecnologico, le comunicazioni (banda larga anzitutto, dove siamo agli ultimi posti), le bonifiche territoriali, le infrastrutture di qualità necessarie a riqualificare davvero il turismo, la messa insicurezza dell'edilizia scolastica”. Ci dovrebbe essere in arrivo, intanto, l'attesa diminuzione delle tasse. Sarete soddisfatti... “Ci auguriamo che il taglio delle tasse lo si faccia davvero per la Tasi, cioè per la prima casa. Non sappiamo ancora se l'annunciata abolizione riguarderà tutti o coinvolgerà soltanto l'edilizia civile e quella popolare come noi auspichiamo. In ogni caso, contemporaneamente, dovrebbero essere decisi tagli a sprechi e privilegi, insistendo nella lotta all'evasione fiscale. Con una linea di politica economica di questo tipo si potrebbero finalmente dare risposte soddisfacenti alle famiglie”. Per finire, Trefiletti: siamo usciti dalla crisi?”'E' ancora presto per dirlo. Per un semplice fatto: il Paese ha sofferto tremendamente in questi ultimi anni. Basti pensare ai poveri, che sono ufficialmente 4 milioni. Non stiamo parlando di quelli che si avvicinano alla soglia dell'indigenza: ci riferiamo a chi da solo non ce la fa proprio più. Ridurre questo esercito è un processo che impone scelte molto importanti di politica economica e di welfare. Non mi sembra che si stia andando in questa direzione. Siamo ancora molto preoccupati e perplessi per le scelte che si dovrebbero fare e che invece vengono sempre rinviate”.

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