Il mondo fantastico degli internauti

Il mondo fantastico degli internauti

10.07.2015 - 13:19

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Adesso che il governo cubano, in seguito al disgelo con gli Usa, ha deciso di rendere meno cari e più numerosi i punti di accesso al wi-fi, rendendo la società globale ancora più larga, proviamo a immaginare quali interlocutori troverebbero gli abitanti dell’Avana o di Santiago di Cuba (giustamente entusiasti della novità) tra chi ha un account Twitter in lingua italiana. Una selezione casuale, tanto per farci un’idea dell’impatto che potrebbe avere chi si affaccia per la prima volta su una delle piazze telematiche più trendy e legge il biglietto di presentazione di chi comunica facendosi recedere dalla chiocciola @ e non si limita a dire qual è il suo mestiere: parlando di sé ognuno di noi racconta che cosa vorrebbe che gli altri pensassero di lui. Cominciamo allora da qualche autoritratto, secco, diretto, anche estremo: “guerriera”, “la mia vita mi sta rovinando la vita”, “emotivamente instabile, viziata e insensibile”, “nel cerchio di un pensiero mi riposo sognando”, “solo una donna”, “calabrese, capatosta”, “assolutamente indipendente”, “considerata bella ma io non mi ci vedo proprio”', “vado a farne un dramma e torno”... Capitolo a parte per chi è nell'ambiente del fashion, non raro dalle nostre parti. Si va dalla '”modella quasi in pensione” alla “modella con qualche dubbio”. Uomini adesso, con autoironia ma non sempre: “nato molto giovane”, “straniero come tutti”, “campione mondiale di smarrimento oggetti”, “bancario sicuramente sui generis” , “sniffo caffè”, “cerco la conoscenza”, “un insieme di paradossi'”, “sopravvissuto alla prima, alla seconda e forse persino alla terza repubblica”, “adoro le parole, mi diverte che giochino spensierate”, “i principi sono biondi con gli occhi azzurri: i re sono mori e barbuti (come chi scrive)”. Le massime esistenzialiste sono la visit card che domina: “il modo più veloce per farsi del male è guardare indietro invece che andare avanti”, “i ricordi non si cambiano, le persone che li hanno generati sì” , “non basta guardare bisogna osservare”, “chi viaggia e scopre il mondo, scopre se stesso”, “la verità è quella che fa male”. Diffusissimi gli ammonimenti, a volte supportati da citazioni: “combattere i mulini a vento fa più male a te che ai mulini” (da R. A. Heinlein), “se non sai dove stai andando, ogni strada ti porterà da nessuna parte” ( H. Kissinger), “non dire mi dispiace se non sei disposto anche a chiedere scusa e cambiare i tuoi atteggiamenti”, “solo il tempo dirà se hai fatto la scelta giusta”, “il tuo orgoglio non è così importante, non permettergli di condizionare le tue scelte”, “non uniformarti, pensa con la tua testa”, “mantieni sempre un atteggiamento positivo, riuscirai anche in cose che pensavi impossibili”, “tutto è possibile se ci credi veramente”, “giocati le tue opportunità fino all'ultimo o lo farà qualcun altro”, “provaci finché sei vivo o inizierai a darti per morto”, con la logica conclusione: “questa vita va goduta”. Qualcuno suggerisce prudenza: “mantieni sempre l'erba bassa e ben curata nella tua vita, così vedrai i serpenti strisciare”, qualcun altro, rassegnato, auspica atteggiamenti zen: “il segreto è che ogni volta farà sempre meno male fino a che non sentirai più nulla” (dallo scrittore Chuck Palaniuk), al contrario chi spera e resiste: '”sogno un mondo migliore dove le persone contano qualcosa e non sono solo un numero” ed ecco chi ha trovato il lato giusto: “un giro in bici e tutto passa”, “i veri amici sono difficili da trovare, ma non ti lasceranno mai”, “dedicarmi al prossimo mi fa stare da dio”, “il limite di tutto è l'amoreee”. Si esprime anche chi teme di non riuscire a esprimersi: “quel momento in cui succede qualcosa di imbarazzante”, “ogni volta che cerco di dire qualcosa mi vengono sempre meno le parole adatte”, e chi ci ride sopra: “amo la forza della coerenza e il gusto della contraddizione”. “E guardo il mondo da un oblò” diceva la canzone di Gianni Togni: chissà se i neointernauti di Cuba la conoscono.

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