"Crollo produttivo in Maremma": la Cgil si riorganizza

Grosseto

"Crollo produttivo in Maremma": la Cgil si riorganizza

29.06.2015 - 19:54

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La Cgil guarda dentro sé stessa per capire come vorrà essere. Lo ha fatto lunedì 29 giugno all’hotel Airone, nella sesta Conferenza di organizzazione che il segretario della Camera del Lavoro, Claudio Renzetti, definisce strumento per individuare il profilo del cambiamento necessario. “Ci siamo ritrovati – è stato il suo commento – perché le condizioni si sono modificate e dobbiamo recuperare molto in termini di rappresentanza rispetto al mondo del precariato e delle partite iva. Lo faremo mantenendo la centralità dei territori, in quanto elemento di identità, ma seguendo in chiave propositiva le novità”. Infatti sarà creato un coordinatore unico sulla sanità tra le province di Arezzo, Siena e Grosseto e un coordinatore unico di igiene ambientale, evitando fusioni a freddo sui territori e mantenendo la centralità delle province. “Anche la contrattazione sociale diventerà territoriale, perché – aggiunge – conta di più di un rinnovo contrattuale”. Annunciato entro luglio il cambiamento della segreteria del NIdiL, impegno che sarà assunto dall’attuale segretario della Filcams, Andrea Ferretti, al quale sarà affidato un progetto da 25mila euro. Potenziamento in vista per la Confederazione con l’attivazione di un libretto formativo per tutti i dirigenti e un consolidamento dei comitati degli iscritti direttamente nei luoghi di lavoro con la creazione di “super delegati” che rappresenteranno la Cgil nel compiere attività politica con immediatezza. Implementato anche un nuovo sito internet confederale e di categoria per intercettare la velocità dei cambiamenti. Renzetti ha poi tracciato un quadro abbastanza preoccupante per quello che concerne la società grossetana. “In provincia di Grosseto sono 9mila cinquecento le famiglie che vivono in condizioni di povertà relativa - osserva il segretario – ossia che hanno un reddito sotto i mille euro, di cui diverse centinaia sono sotto la soglia di povertà assoluta. Negli ultimi anni il nostro tessuto sociale ha perduto 700 famiglie di dipendenti dello Stato (Aeronautica, Versegge, Cemivet e Poggio Ballone), abbiamo un pil del manifatturiero del 6,9% contro il 15% medio regionale, con 30mila disoccupati a fronte di 27mila occupati di cui il 20% ha lavorato meno di un mese nell’ultimo anno”. Ma quello che preoccupa di più il segretario è il crollo produttivo registrato in Maremma: “Le 5mila persone sotto ammortizzatori sociali – conclude - non danno la dimensione esatta della crisi del mercato del lavoro provinciale perché in realtà c’è stato un vero e proprio crollo produttivo molto più preoccupante rispetto al crollo occupazionale”. 

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