Vino e olio, stagione drammatica

GROSSETO

Vino e olio, stagione drammatica

11.10.2014 - 17:09

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 “La produzione di olive sul nostro territorio, rispetto all’anno scorso quando già c’era stata una diminuzione, potrà oscillare tra il 40 % e il 70%”. Così Francesco Viaggi, presidente della Coldiretti che aggiunge: “Tutti parlano del fenomeno negativo Puglia, dove la maggior parte dei frantoi neppure apriranno, ma anche in Maremma, la situazione è davvero allarmante”. E molti produttori hanno deciso di non raccogliere le olive perchè manca la quantità, a causa della cascola, e la qualità non né delle migliori.
Ma perchè questa situazione?
“Le anomalie climatiche degli ultimi mesi, con un luglio con piogge da record (+312,1%), hanno dato una mazzata agli olivicoltori ma anche ad altre produzioni agricole del territorio. Le aziende hanno dovuto affrontare temporali imprevedibili e addirittura grandinate”.
E quindi? Come far fronte ad un mercato nazionale e internazionale che ci considera produttori di eccellenze, come appunto l’olio extravergine?
“Faremo il possibile ma la situazione è drammatica. Secondo i calcoli dei nostri tecnici, che sono stati sempre vicini ai produttori, dalle reti che raccoglieranno le olive mancherà, mediamente, fino alla metà del raccolto (-50%), e forse anche di più. E questo per tutte le varietà. I mercati? Certo, questo significa che avremo meno olio extravergine sia da esportare che sulle sulle nostre tavole”.
E quindi anche prezzi più alti?
“Sarà inevitabile, prezzi probabilmente più alti per effetto anche di un crollo mondiale della produzione di olio (-17%) che ha interessato paesi come Spagna e Grecia e che ci costringerà a importare olio, connesso ad un aumento dei costi di produzione, giustificato dall'intensificazione delle azioni di manutenzione e dalle pratiche colturali come potature e lavorazioni a cui sono state costrette le aziende agricole”.
Ma non si poteva prevenire l’inclemenza climatica che ha provocato il fenomeno?
“Abbiamo fatto di tutto, gli olivicoltori hanno investito tutto quello che potevano ma il tempo meteorologico non ha dato tregua. In pratica durante la delicata e fondamentale fase della mignolatura e allegagione si sono registrati eventi meteorici e temperature che hanno sensibilmente condizionato la quantità di fiori allegati e quindi di olive. Le precipitazioni di luglio hanno poi esposto gli olivi all’attacco anticipato della mosca olearia. Se a questo aggiungiamo i forti venti di scirocco, ecco che le olive cadono prima della raccolta, riducendo così la quantità lavorabile”.
Sarà un’annata da dimenticare quindi e che potrà peggiorare la già critica situazione di chi investe in agricoltura, visto che le esportazioni di extravergine, in Italia e all’estero, saranno quasi impossibili?
“Occorre aver il coraggio di affermare che non sarà un'annata memorabile per l'olio extravergine italiano, né sotto il profilo quantitativo né sotto quello qualitativo, anche se il prodotto non sarà certo peggiore di quello dei nostri concorrenti. Chiaro che saremo fortemente penalizzati e dovremo tenere gli occhi bene aperti da chi potrebbe approfittare di questa situazione e spacciare epr extravergine nostro un olio prodotto chissà dove. La legge oggi ci tutela un po' di più ma...stare attenti è obbligatorio”.
Per la mosca olearia è stata una manna, ha davvero aggravato la crisi?
“Gli attacchi di mosca olearia non hanno risparmiato nessuna area italiana anche se, almeno un trattamento, è stato effettuato praticamente da tutti i produttori. La Bactrocera oleae ha richiesto interventi addirittura già a luglio, in qualche caso a giugno, perchè la situazione è stata spesso disastrosa. In certe aree, anche nostre, maremmane, più che di percentuali di olivi colpiti si può parlare di flagello che ha distrutto la maggior parte delle drupe”.
E allora?
“Allora cercheremo di muoverci come Coldiretti, una volta che tutta la situazione sarà chiara, per avviare le pratiche necessarie ad ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Si parla di agricoltura come del settore sul quale puntare per la ripresa economica del nostro Paese ma certo che situazioni come quella che si è verificata quest’anno, e non solo lo ripeto per l’olio (anche la vendemmia non è stata certo esaltante e neppure è andata bene agli orticoltori), non stimolano i nostri produttori ad ulteriori investimenti. Speriamo di poter essere loro di aiuto, come associazioni di categoria, e di ottenere quanto chiederemo, dimostrando che nessuno vuole approfittare della situazione ma che si cerca soltanto, in annate troppo frequenti e troppo difficili, di salvare il salvabile e di non scoraggiare chi già si impegna, anno dopo anno, purtroppo raccogliendo sempre meno”.

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