Nuova strage di pecore: gli allevatori portano le carcasse in piazza

MANCIANO

Nuova strage di pecore: gli allevatori portano le carcasse in piazza

24.06.2015 - 18:43

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Da una parte gli allevatori e dall’altra gli ambientalisti. In mezzo la guerra vecchia come il mondo tra pecore e agnelli. Quella andava in scena a Manciano è stata una manifestazione che ha sollevato da un lato polemiche e dall’altro solidarietà. “La situazione non è più sostenibile - afferma il sindaco di Manciano Marco Galli -. La nostra amministrazione, che è scesa in piazza rappresentata dall’assessore Andrea Teti e dalla consigliera Valeria Bruni, è vicina alla categoria dei pastori e a tutto il settore agricolo. Gli allevamenti decimati sono un problema reale da mettere all’attenzione del Governo. L’amministrazione comunale cercherà di sensibilizzare la popolazione nel rispetto delle regole e delle leggi. Di certo, non possiamo agire senza il rispettare le norme. Questo è un problema di tutti, non solo degli agricoltori o degli allevatori. Tutti insieme dobbiamo difendere il nostro territorio”. Immediata la replica della Lav contro la libertà di sparare invocata da più parti: “Una proposta assurda, anche sulla base del danno effettivo che la specie lupo produce. L’eventualità che si permetta di sparare ai lupi, peraltro, esporrebbe il nostro Paese all’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea per violazione della Direttiva Europea Habitat, come già avvenuto recentemente in Svezia. Le richieste dei pastori, e della minoranza di sindaci sono prive di senso e irresponsabili”. Non la pensano così gli addetti ai lavori, a iniziare da Carmelo Masala, l’allevatore che ieri ha portato in piazza i suoi capi uccisi: “In 4 anni ho perso circa 500 pecore. E’ una guerra quotidiana”, afferma. Al suo fianco il responsabile della Cia Rabazzi e la Coldiretti che sollecita “la piena attuazione immediata del protocollo sottoscritto in merito alla cattura degli ibridi anche per la tutela delle biodiversità e per la chiusura della fase di monitoraggio con i risultati emersi e la rimozione dal territorio toscano di soggetti ascrivibili allo status di ibridi lupo X cane e relativa implementazione delle azioni e tale scopo correlate con distribuzione omogenea su scala regionale”

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