Monte Argentario

Emmanuel Guma

Monte Argentario

Laureato in matematica e fisica ma costretto a fare il barbone

03.02.2015 - 16:39

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Laureato in matematica e fisica, parla correntemente quattro lingue e di professione… barbone, costretto a dormire nella casa cantoniera abbandonata nei pressi dei fori tra Porto S. Stefano e il Pozzarello, con il freddo di questo periodo che ad altri come lui, purtroppo, è già stato fatale. Presenta questo surreale "biglietto da visita", Emmanuel Guma, 45 anni, albanese, quando si reca al Comune di Monte Argentario per incontrare il sindaco e gli amministratori per chiedere, con la massima urgenza, almeno un letto al riparo, "prima - dice senza giri di parole - che il freddo mi uccida. Perché sento che, andando avanti così, succederà". A Porto S. Stefano, Guma è arrivato il 23 giugno del 2012. Il solito "sogno italiano" che, come nella maggior parte dei casi, non si è realizzato. Ha lasciato il paese di origine, una figlia che ormai vive in Grecia ed è sbarcato nella pseudo Mecca italiana, salvo scoprire quasi subito che qui la crisi mordeva più che in Albania. Ed oltre al lavoro ed all'alloggio, non ha trovato neanche solidarietà. "Un momento - ferma per un attimo il suo impeto di uomo disperato - la solidarietà l'ho trovata solo tra la gente umile, povera quasi quanto me. Basti pensare che un peschereccio mi ha ospitato per tre notti a bordo, altro mi hanno dato e mi danno da mangiare. Poi, si capisce, più di tanto non possono fare". E chi regge le sorti dell'Argentario? "Questa è la seconda volta che vengo in Comune. La vigilia di Natale - racconta - ho parlato con il sindaco. Ho cercato di tenere un atteggiamento quasi sottomesso, mi sono rivolto con un rispettoso 'signor sindaco' e, per tutta risposta, sono stato trattato male, in modo arrogante". Dal burrascoso colloquio con Cerulli, Guma è uscito con quello che sembrava un bel risultato. Una camera pagata dal Comune in una pensione di Santo Stefano. "Peccato che mi hanno tenuto lì due sole notti. Giusto il tempo per far sapere alla gente che dormivo in albergo. Ora per tutti sono il privilegiato, quello che mangia e dorme a spese del Comune. Se solo mi vedessero tremare alla Cantoniera… Ho un sacco a pelo ma, con questo freddo, non c'è proprio niente che scalda". Già, ma cosa vorrebbe Guma dall'Argentario? "Un alloggio e un lavoro", replica secco. In regola con il permesso di soggiorno, in passato questo ragazzo sfortunato come tanti suoi connazionali, si è adattato a fare quello che capitava, senza fare valere gli studi sostenuti. "Si è trattato però solo - precisa - di lavori saltuari e al nero. Ho fatto il giardiniere, il manovale, ho scaricato i pesci e adesso sarei ugualmente pronto a fare di tutto, se solo trovassi chi mi ascolta e mi aiuta Per smettere di vivere di elemosina e di dormire al freddo. Della mia vicenda ho informato anche la Procura di Grosseto. Spero davvero di riacquistare presto almeno la mia dignità di persona perbene"

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