Un 2013 nero per tutti: si salva solo il Giglio

GROSSETO

Un 2013 nero per tutti: si salva solo il Giglio

23.11.2014 - 17:14

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“Al 30 giugno 2014 al registro delle imprese risultavano iscritte 28.823 imprese, di cui il 90 per cento attive”. E ancora: “Nell’anno 2013 il tasso di mortalità delle imprese è stato superiore al tasso di natalità..... In tutti i comuni della provincia, fatta eccezione per Isola del Giglio, il numero di imprese attive, tra il 2012 e il 2013, non è cresciuto e nella stragrande maggioranza è addirittura diminuito”. Questo si legge nella pagina che introduce il capitolo “imprese” del rapporto “I numeri che contano” elaborato dalla Camera di commercio di Grosseto e presentato due giorni fa nell’ambito di un convegno sull’obbligo della fatturazione elettronica e sui nuovi servizi messi a disposizione da Unioncamere. I dati - elaborati dalla Camera di commercio - spiegano ancor meglio la situazione. Le imprese iscritte al 30 giugno 2014 sono in totale 20.823, le iscrizioni sono 377 e le cessazioni 305. Solo 5 i comuni che non hanno visto imprese chiudere i battenti nel periodo preso in esame: Castell’Azzara, Montieri, Seggiano, Monterotondo e, appunto, Isola del Giglio. Ma mentre a Monterotondo, nel medesimo periodo non è stata avviata nessuna impresa, mentre una attività ha aperto i battenti a Seggiano, zero a Castell’Azzara e zero a Montieri, al Giglio hanno aperto ben 8 imprese. Una sorta di compensazione (anche se in economia non è così) per il dramma vissuto dall’isola tristemente nota in tutto il mondo per la tragedia della Concordia. Per quanto concerne i comuni maggiori, Grosseto ha fatto registrare 129 iscrizioni a fronte di 100 cancellazioni, mentre Follonica 52 iscrizioni e 35 cancellazioni e Orbetello 26 iscrizioni e 23 cessazioni. Il rapporto negativo tra iscrizioni e cancellazioni, evidenzia il rapporto della Camera di commercio, è accentuato nella fascia montana del territorio (Castel del Piano, Santa Fiora, Seggiano e Roccalbegna). Per quanto concerne i settori, infine, quello che più di tutti ha patito la crisi non è, come si può pensare, quello delle costruzioni, che ha patito una diminuzione delle imprese “lievemente inferiore a quella della Toscana”, ma il comparto manifatturiero, che invece “registra una riduzione di imprese attive del 2.2 per cento a fronte del -1.2 per cento registrato in ambito regionale”. Due dati positivi arrivano dalle donne e dai giovani. L’imprenditoria femminile, in Maremma, corre più che in ambito regionale (29.5 per cento rispetto a 24.4 per cento) e quella giovanile è all’8.8 per cento. Di poco inferiore (6.6 per cento) le imprese straniere.

Beatrice Masci

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