Bilella, spunta il giallo della macchina sequestrata

GROSSETO

Bilella, spunta il giallo della macchina sequestrata

29.10.2014 - 09:56

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Il 17 dicembre, in Corte di Assise, a Grosseto, inizia il processo ad Antonino Bilella, l’agricoltore di 69 anni accusato di aver ucciso Francesca Benetti e di averne occultato il corpo. Un processo che si preannuncia lungo e complicato, soprattutto per l’assenza del cadavere e nel quale molte potrebbero essere le sorprese. A cominciare da quanto inizia ad emergere dalle carte in mano alla Procura, relative alle informazioni rese da persone vicine all’uomo. Una di queste, un uomo, tanto amico da parlare di lui chiamandolo “Nino”, riferisce una serie di circostanze importanti che potrebbero contribuire a gettare luce sulla scomparsa della donna. L’uomo racconta, tra le altre cose, di aver parlato più volte con Bilella di Francesca, tanto che l’agricoltore avrebbe avuto con la donna un approccio, ci “avrebbe provato”. “Io lo esortai - riferisce l’uomo ascoltato dagli inquirenti - a non commettere più tali gesti in quanto non avrebbe esitato a denunciarlo. In quella circostanza raccomandai a Nino di non avere più certi comportamenti con la signora Benetti perché avrebbe sicuramente passato dei guai”. Nel corso delle indagini, pochi giorni prima dell’arresto, i carabinieri sequestrarono l’auto dell’uomo, una Fiat Punto che secondo la testimonianza di Bilella resa ai magistrati nel corso di un interrogatorio, doveva essere rottamata. L’auto venne sequestrata e il pianale che l’uomo - seguito e tenuto d’occhio - aveva gettato in un bosco, preso e analizzato. L’amico di Bilella racconta: “Verso i primi di settembre 2013 venivo contattato telefonicamente dal Bilella il quale mi chiedeva di accompagnarlo presso la stazione ferroviaria di Grosseto poiché si sarebbe dovuto recare in provincia di Torino per prelevare la sua autovettura Fiat Punto Van e portarla a Potassa. Il tutto mi sembrò strano - riferisce l’uomo - perché sapevo che il Bilella avrebbe dovuto demolire l’auto e per questo non mi spiegavo il motivo per il quale intendeva portarla giù. A tal proposito mi disse che aveva intenzione di sfruttare i due mesi di assicurazione prima della scadenza finale”. E il capitolo della macchina si tinge ancora più di giallo. A quanto pare Bilella va a Torino ma non si limita a prendere l’auto, prima la fa riparare da un meccanico della zona, insomma la rimette in sesto, rinnova l’assicurazione e poi la porta a Potassa dove all’improvviso decide di rottamarla. Non riesce però a farlo, visto che è seguito e i carabinieri riescono a mettere le mani prima sul pianale e poi sulla stessa auto. E sia sul pianale che nel portabagagli dell’auto trovano tracce di sangue di lei.

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