Inceneritore

L'impianto di Scarlino

Scarlino

Inceneritore, il sindaco dalla parte dei lavoratori

20.08.2015 - 15:52

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Tutti aspettano il 9 di settembre quando ci sarà la riunione definitiva durante la quale verrà stabilito una volta per tutte se il termovalorizzatore del Casone dovrà riaprire oppure no. E in attesa della fatidica data cresce la preoccupazione fra i lavoratori di Scarlino Energia, senza stipendio e senza cassa integrazione. Dall’altra parte ci sono coloro che difendono le ragioni del no alla riaccensione dei forni. Insomma una situazione di contrapposizione che non fa altro che generare preoccupazione e tensione, fra le opposte fazioni. Abbiamo sentito cosa ne pensa il sindaco di Scarlino, sede di impianto, Marcello Stella. “Non condivido la decisione dell’azienda – ha detto il primo cittadino- che avviene in un momento delicato per i lavoratori e per l’impianto stesso”. La decisione sarebbe quella di non pagare più gli stipendi, in attesa degli esiti della riunione del 9 di Settembre. “A nome dell’Amministrazione Comunale – ha precisato Stella- esprimo tutta la solidarietà ai lavoratori della fabbrica pur sottolineando che l’iter autorizzativo dovrà andare di pari passo e tenere di conto della garanzia alla salute per i cittadini e l’occupazione delle maestranze”. Il sindaco non lo dice apertamente ma il comune di Scarlino, forse in previsione di qualche contraccolpo occupazionale o forse per creare nuova occupazione a basso impatto ambientale, avrebbe previsto nel Piano Strutturale, in corso di approvazione, nuovi insediamenti rigorosamente di tipo manifatturiero, nell’area industriale della Botte. Ma i tempi stringono e i lavoratori di Scarlino Energia, insieme alle rispettive famiglie, hanno il “difetto” di mangiare tutti i giorni. Insomma se esistono alternative al termovalorizzatore, bisognerebbe attuarle e alla svelta.

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