Il Comune perde la causa: dovrà pagare 602mila euro

Il sindaco Stella

Scarlino

Il Comune perde la causa: dovrà pagare 602mila euro

14.08.2015 - 12:27

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Approvato con i soli voti della maggioranza il bilancio di previsione da 21 milioni del Comune di Scarlino. Agguerrita come sempre la minoranza, per l’occasione in versione agrodolce. Un complimento al sindaco per la questione credito Nuova Solmine e un esposto alla Procura verso il vicesindaco Moreno Radi per la faccenda del taglio dell’erba. Astensione sulle delibere riguardanti tre debiti fuori bilancio relative ad altrettante cause giuridiche perse dal Comune e in un caso avviate addirittura nel 2004. La botta più forte alle casse dell'Amministrazione è arrivata recentemente da una sentenza del Consiglio di Stato: il Comune dovrà sborsare anche se in forma rateizzata ben 602mila euro a una società di trasporti, la Sit, dopo la sentenza nel terzo grado di giudizio. La storia lunga e complessa ha avuto inizio una decina di anni fa a seguito del ritiro di una concessione alla ditta per un collegamento autobus fra Roma e Scarlino. “La collettività si trova oggi a pagare - ha tuonato il consigliere Pastorelli - per scelte gravi fatte nel passato. Spero che chi ha commesso simili errori venga chiamato a risarcire di tasca propria”.
Il complimento arrivato direttamente da Monica Faenzi al sindaco Stella riguarda un credito di 150mila euro nei confronti della Nuova Solmine “...per aver scelto le ragioni della comunità a quelle della Solmine, come invece aveva fatto - ha detto l’onorevole - il suo predecessore”. Infine la risposta all’interrogazione sul caso del taglio dell’erba. La vicenda risale a giugno quando secondo la minoranza il vicesindaco inviò un operaio a tagliare l’erba in un terreno privato. “Confermo la mia decisione - ha detto Radi - presa a seguito delle innumerevoli richieste pervenute dai cittadini in un appezzamento attualmente nelle disponibilità del Comune e durante l'orario di lavoro”. Piccata la controreplica di Faenzi: “Intanto il terreno non è affatto di proprietà del Comune e che il vicesindaco si permetta di impartire ordini agli operai all’insaputa del dirigente responsabile è gravissimo. Per questi motivi invieremo il tutto alla Procura della Repubblica affinché valuti il caso”.

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