Porto d'armi, al setaccio i permessi: giro di vite della Questura

Il questore Massimo Zanni

Grosseto

Porto d'armi, al setaccio i permessi: giro di vite della Questura

01.10.2015 - 11:09

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Giro di vite sul porto d’armi. In Maremma la Questura stringe il cerchio in piena sinergia con la Prefettura e in osservanza della nuova circolare del Ministero che prevede azioni molto restrittive. “Abbiamo iniziato lo screening a ritroso dei permessi concessi nel corso degli anni - spiega il questore Massimo Zanni - cominciando dagli anni più recenti, il 2014 e il 2015. Poi continueremo all’indietro nel tempo analizzando tutte le istruttorie”.
I primi effetti sono intanto sui rinnovi, anche quelli per uso caccia, che non vengono concessi più con tanta facilità, e poi sui nuovi permessi, la cui istruttoria è seguita da un’attenta analisi del richiedente e dei suoi precedenti penali, con lo stop alla concessione del porto d’armi in caso emerga qualche circostanza ritenuta inibitoria.
L’obiettivo, come spiega in dettaglio il questore, è arrivare a ricostruire se nel corso del tempo chi ha beneficiato del porto d’armi abbia poi avuto a carico denunce che avrebbero dovuto portare al ritiro del permesso. E’ sempre avvenuto a livello territoriale? O invece ci sono state circostanze sfuggite alla regola, incartamenti persi nei meandri della burocrazia che hanno portato ad adempimenti mai effettuati? Questo è quello che la Questura grossetana cercherà di chiarire in un’attività complessa che richiederà certamente del tempo, anche se gli uffici si sono messi al lavoro senza risparmiarsi.
E il caso di Casalecci, con il grossetano che nella serata di martedì 29 settembre, uscito in strada, ha esploso 17 colpi di fucile in aria, è emblematico di come talvolta neanche le norme e il loro preciso rispetto siano deterrenti efficaci. “Le armi erano tutte regolarmente detenute - spiega Zanni - e il padre dell'uomo ha custodito i fucili di sua proprietà rispettando tutte le prescrizioni che gli erano state imposte, visti i precedenti del figlio”. Che però è riuscito lo stesso a impadronirsi di fucile e cartucce e a dare in escandescenze.

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Commenti all'articolo

  • rossipierangelo

    02 Ottobre 2015 - 21:09

    Non voglio biasimare l'operato delle Questure in merito, ma lo ritengo tempo e denaro sprecato. I veri criminali non custodiscono le armi regolarmente denunciate e quelli sono coloro che ne fanno più uso. Direi di occuparsi di loro!

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